NANÀ A MILANO – 7

Il Sappia era un di que’ giovani, che quando parlano non ascoltano che sè stessi, e non rispondono mai direttamente all’interlocutore. Per essi l’obiezione, l’affermazione e la negazione di quegli con cui stanno a colloquio non esistono. Si capisce che essi non spezzano mai nella mente il filo delle proprie idee; talchè la parte abbondantissima che essi mettono nel dialogo … Continua a leggere

NANÀ A MILANO – 6

Enrico O’Stiary s’era dato a fantasticare anche lui sul proprio avvenire, e, cosa non molto strana nella sua posizione, s’era sentito invaso, insieme a un certo desiderio di gloria artistica, giacchè egli adorava, la pittura, da una grande voglia di spendere, di brillare, di far la bella vita. L’avvenire? L’avvenire, pensava lui, come quello della maggior parte dei mortali, che … Continua a leggere

NANÀ A MILANO – 5

Un lungo colloquio ebbe luogo più tardi fra il marchese d’Arco e il giovine conte, che era andato in quella stessa giornata a cercare di lui. –Tu sai come ti ha trattato tuo padre?–gli domandò il marchese fissando negli occhi il giovine con molta attenzione. Enrico piegò leggermente il capo sul petto e rispose: –Sì. –E quali sono le tue … Continua a leggere

NANÀ A MILANO – 4

Enrico ed Elisa, primi cugini per parte della madre, erano cresciuti insieme e si erano anche picchiati qualche garontolino giuocando a moscacieca nelle anticamere dell’avito palazzo. Enrico quasi non la riconosceva più, tanto s’era fatta grande, bella e vistosa uscendo dall’età ingrata. I saluti, le condoglianze, le frasi scambiate fra di loro son tutte cose che il lettore intelligente imagina … Continua a leggere

NANÀ A MILANO – 3

Chi era la balia? Poco prima che il notaio arrivasse a casa, una vecchia sbacando fuori da una scaletta interna, che metteva nelle cucine del palazzo, aveva sclamato tutta intenerita: –Oh, ch’io lo veda questo mio signor contino, ch’io lo stringa ancora una volta al seno prima di morire. Il palafreniere, che aveva condotto il padroncino nella camera del conte … Continua a leggere

NANÀ A MILANO – 2

La Elisa era un capetto davvero. Un tipo di fanciulla più simpatica, più piccante, più piacente di lei non lo si potrebbe imaginare facilmente. Dove diamine la signora Eugenia ed il notaio Martelli fossero andati a pescar tanto spirito, per dare vita a quella loro creatura, è un mistero! La signora Eugenia era infatti una eccellente madre, una buonissima donnetta, … Continua a leggere

NANÀ A MILANO

Nell’ottobre del 1866, moriva in Milano di pneumonite il vedovo conte Guglielmo O’Stiary dopo una fiera malattia di cinque giorni. Lasciava un milione al suo unico figlio Enrico, di passa vent’anni, col patto espresso nel testamento, ch’egli non potesse andar in possesso assoluto e dispotico della sostanza se non compiuti i ventiquattro, come portava la legge cho vigeva al tempo … Continua a leggere